Slow travel city trip. Visitare i luoghi con lentezza, in bicicletta o a piedi.

Slow travel city trip. Visitare i luoghi con lentezza, in bicicletta o a piedi.

“In un’epoca di accelerazione, niente può essere più esaltante di rallentare.
In un’epoca di distrazioni il vero lusso è prestare attenzione.”
Pico Lyer, scrittore inglese, autore de L’arte dell’immobilità.

All’estero lo chiamano “il gusto della bella vita” e per tutti rappresenta il modo di vivere dell’Italia. D’altra parte il “vivere slow” è partito dal nostro Paese e lentamente, ma con sicurezza, si è affermato in tutto il mondo. Slow Food per Carlo Petrini, Praise of Slow (Lode alla lentezza) per il giornalista scozzese-canadese Carl Honoré, a completare la mappa arriva lo “slow travel” della giornalista olandese Caroline Buijs, un tassello quanto mai opportuno al tempo dei viaggi del post Coronavirus.

Caroline Buijs ha fissato le regole dello ‘Slow travel’: basta con la lista infinita di cose da vedere assolutamente, serve un nuovo approccio. Rigorosamente in sella alla bicicletta o a piedi, scegliere sì una meta, un museo ad esempio, oppure un monumento, un negozio, ma essere sempre pronti ad interrompere il percorso colpiti dal dettaglio di un palazzo o incuriositi dall’insegna di un bar. Occorre lasciarsi distrarre o attrarre dalla bellezza nascosta del luogo in cui ci troviamo. Scambiare due chiacchiere con chi possa raccontarci la storia di quel luogo, tornare a casa con un ricordo preciso e unico, che potremo poi raccontare una volta rientrati. Un’esperienza completamente nuova se confrontata, ad esempio, con la classica visita al museo fatta di corsa, osservando dipinti e sculture di cui non ricorderemo nulla una volta usciti. Punto fermo dello “slow travel” è certamente la scoperta del quartiere nel quale si trova il proprio alloggio, approfittando di qualche momento di libertà per una passeggiata attorno al proprio hotel, ostello o B&B, fermarsi per un pausa caffè e osservare i volti delle persone che in quel quartiere vivono o lavorano, visitare il negozio che ci ha colpito dove comprare qualche regalo “non-convenzionale” per amici, parenti o per una persona speciale. Una volta in aeroporto o seduto sul treno col biglietto di ritorno fra le mani, se ripensando ai giorni appena trascorsi, si avrà la sensazione di aver scoperto un mondo nuovo, finora sconosciuto, avremo la certezza che lo ‘slow travel’ è stata una scelta azzeccata.

Noi a Fidenza siamo dei privilegiati, siamo infatti una delle Terre della via Francigena, uno dei percorsi europei più antichi, l’ideale per chi vuole vivere appieno l’esperienza dello ‘Slow travel’. Allo Shopping Park abbiamo tutto quello che ti serve per organizzarti nel migliore dei modi: abbigliamento tecnico ed attrezzatura da DECATHLON, con esperti pronti a dare suggerimenti utili anche ai meno preparati e poi per documentare i nostri viaggi è fondamentale avere con sé un’action camera di ultima generazione che potete facilmente trovare da COMET. Infine, se durante il viaggio sarete in compagnia del vostro fedele amico a 4 zampe, è obbligatorio un passaggio da MAXI ZOO. Goditi la meravigliosa esperienza dello “slow travel” e non dimenticare di inviarci qualche foto, le più belle le pubblicheremo sui nostri social!

Garden-sharing, condividere il proprio giardino con gli altri. Una splendida opportunità.

Garden-sharing, condividere il proprio giardino con gli altri. Una splendida opportunità.

“Lend and tend”, arriva dall’Inghilterra l’ultima tendenza green.

Cos’è il garden-sharing? L’idea è semplice, ci sono persone che vorrebbero un giardino di cui prendersi cura ma non ce l’hanno, altre che ne hanno uno, ma manca il tempo o la voglia di occuparsene. Per rispondere a queste due esigenze, l’inglese Joyce Veheary ha creato una piattaforma on-line, www.lendandtend.com, che funziona in questo modo: ci si iscrive al sito, si compila un questionario e ci si presenta, sia che uno cerchi un giardino, sia che uno lo voglia prestare. In poco tempo Joyce o i suoi collaboratori mettono in contatto le persone che cercano un giardino con chi lo vuole affidare temporaneamente alle cure di qualcuno. Il successo in Inghilterra è stato immediato, qualche “connessione” è nata anche in Australia e negli Stati Uniti.
Il garden-sharing non tocca solo la vita dei singoli ma ha un impatto anche sulla vita di comunità, si possono costruire rapporti fra le varie generazioni, condividere conoscenze e far nascere nuove amicizie. Per alcuni anziani significa superare la solitudine, ripartire costruendo nuove relazioni. Ci si può sentire più coinvolti nella vita del quartiere, diventare dei vicini ancora migliori, potenzialmente ne guadagna anche la sicurezza delle nostre città. Conoscere nuove persone, magari quelle che consideravamo troppo diverse e distanti da noi. Trascorrere del tempo in giardino, all’aria aperta dimenticando il traffico e lo stress della nostra quotidianità non può che essere un ottimo motivo per vivere con entusiasmo l’esperienza del garden-sharing.

I benefici del giardinaggio sono davvero tanti, essere in uno spazio verde migliora il nostro umore, alcuni gesti come seminare o estirpare le erbacce aiutano la meditazione, rilassano, fanno bene all’anima. Osservare la natura, vedere le piante crescere ci rende più sereni, ci spinge ad apprezzare le piccole cose.
Quello che ci insegna Joyce è che la stessa esperienza positiva la possiamo vivere anche se ad occuparsi del nostro giardino è un’altra persona, come se le mani sporche di terra fossero le nostre.

SIAMO TUTTI A CASA. PREPARIAMO UN CENTRIFUGATO!

SIAMO TUTTI A CASA. PREPARIAMO UN CENTRIFUGATO!

Volete fare un pieno di vitamine e sali minerali? Ecco i centrifugati più buoni!

Carote, finocchio e sedano.
3 carote, 1 finocchio (solo il cuore), 1 gambo di sedano bianco e del succo filtrato di limone. Raschiate le carote con il coltello, lavatele, asciugatele, ponetele nella centrifuga a pezzi e spremetene il succo. Otterrete circa ½ bicchiere. Centrifugate anche il finocchio e il sedano, avrete circa 4 cucchiaiate di succo. Versate i succhi ricavati in un bicchiere uniti al limone.

Peperone e pomodoro.
1 grossa falda di peperone giallo o verde, a piacere. 150 grammi di pomodori maturi, qualche foglia di basilico. Tagliate a pezzi i pomodori privandoli dei semi. Eliminate dalla falda di peperone le costole bianche e i semi, e tagliatela a tocchetti. Ponete pomodori e peperoni nella centrifuga, unite con qualche foglia di basilico.

Cetriolo e carota.
1 cetriolo, 2 carote, qualche foglia di prezzemolo, del succo filtrato di limone. Lavate il cetriolo, tagliatelo a pezzi e ponetelo nella centrifuga. Aggiungete le carote tagliate a pezzi e le foglie di prezzemolo. Centrifugate raccogliendo il succo in un bicchiere insieme a quello del limone filtrato.

Zucchine, menta e basilico.
4 zucchine, 1 rametto di menta fresca, 1 rametto di basilico e succo filtrato di limone. Lavate le zucchine, non pelatele e ponetele nella centrifuga insieme alle foglie di menta e basilico. Centrifugate raccogliendo il succo in un bicchiere, unite quello del limone precedentemente filtrato. Mescolate con un cucchiaio e servite al naturale, magari aggiungendo un po’ d’acqua. Volendo, potete sostituire il succo di limone con 1 cucchiaiata di aceto di mele.

SIAMO TUTTI A CASA. POCHE REGOLE PER UNA BIBLIOTECA PERSONALE!

SIAMO TUTTI A CASA. POCHE REGOLE PER UNA BIBLIOTECA PERSONALE!

I LIBRI SONO LA NOSTRA STORIA PERSONALE.
Chi legge libri, d’occasione o con assiduità, fissato in un genere oppure onnivoro, ha esperienza di un mondo vasto per geografia, cultura, abitudini, temperamenti.

Non sarà così meritevole come fondare biblioteche pubbliche, ma anche una piccola biblioteca privata rappresenta, specie in questi giorni, un granaio di riserva contro l’inverno dello spirito in cui è forse anche più facile sprofondare. Vi suggeriamo poche regole per una biblioteca personale in cui rinfrancare lo spirito.

1.PICCOLA MA NON BANALE.
Le dimensioni non contano (parliamo sempre di libri); un delizioso ripiano con una dieci volumi scelti con gusto tra i classici è inattaccabile. Non dimenticate l’ironia, Truman Capote amava Colette.
Personalità.
Avete comprato un Maugham a Singapore, un Hemingway a Key West, una Achmatova a Mosca, conservando all’interno un timbro della libreria? Evidenziarlo vi permetterà di rendere unici i vostri volumi e costituiranno una piccola invidiabile “geografia” del mondo letterario.

2.ORIGINALITA’.
Di alcuni autori, che avete letto la prima volta tradotti (e che male c’è?), comprate il testo originale. Si faranno compagnia. Di alcuni testi originali, invece, collezionate più traduzioni magari di specialisti, germanisti per La montagna incantata, o da scrittori affermati, come il Sentimental Journey tradotto da Foscolo.

3.ACCESSIBILITA’.
I libri si leggono – e si rileggono – anche solo sfogliandoli. Non mettete tra voi e la biblioteca una barriera architettonica: piante, tavolini, poltrone o peggio un ripiano altissimo o un angolo poco frequentato della casa. Più i libri sono a portata di mano più sono inspiring.

4.MELTING POP.
Le edizioni economiche vanno alternate a quelle di pregio. I generi vanno praticati tutti anche se alcuni, lontani dal vostro gusto, con più moderazione. Lo snobismo dei libri è molto inclusivo.

5.APPARTENENZA.
Dimostrate nei confronti dei vostri libri un’elegante ma ferma gelosia. Non impeditegli di uscire di casa e soprattutto non fate domande quando tornano, ma non cedeteli mai perché sarete sicuramente tentati di ricomprarli. Né traditeli con lo smartphone quando li avete davanti.

6.INSOSTITUIBILITA’
Quando viaggiate, lei (la biblioteca s’intende), non può venire con voi. Categorico. Il kindle è comodo in viaggio e in vacanza ma sfogliare il libro resta un piacere impagabile. Ma l’unico vostro vero riferimento, la specialissima biografia individuale, resta la vostra biblioteca personale. Il libro che avete letto al liceo, la poesia che vi ha recitato il primo amore, il libro sul treno mentre andavate all’università, quello letto mentre tornavate a casa dal lavoro. Quello che vi ha citato il vostro capo. Quello che vi ha consigliato vostra moglie. Quello che tutti gli amici vi hanno raccontato. Quello scoperto per caso e che ci ha appassionato. Più nostro di ogni consiglio o richiesta. Una scelta libera nel nostro percorso di lettore. Con la nostra voce.

7.UMILTA’.
Amate le bancarelle dei libri usati e le biblioteche pubbliche, sono le vostre, umili e discrete, insegnanti di ripetizione. Dove trovare oggi L’ombra delle colline di Giovanni Arpino con prefazione di Lorenzo Mondo?

8.CIRCOSPEZIONE.
Sappiate che c’è gente cattiva in giro. Persone che quando entrano in casa vostra si faranno un’idea indelebile di voi guardando i titoli della vostra libreria. Hanno ragione. Siete quello che leggete.

9.COERENZA.
Proprio per evitare passi falsi i libri vanno organizzati. Come? Per autore o per titolo? Per temi o per data di pubblicazione? Secondo i paesi di provenienza, o i luoghi dove nacquero i loro autori, simulando una grande geografia del sentimento del mondo come suggerisce Eco ne Il nome della rosa? A seconda della lingua? Per collane? Per soggetti o argomenti o generi (poesia, letteratura, saggistica, fumetto, spiritualità, etc.)? Scegliete il criterio che preferite ma non mescolateli, dareste un’immagine confusa e contradditoria di voi.

10.LAST BUT NOT LEAST
Approfittate di queste giornate per sistemare la vostra libreria personale secondo l’ordine che preferite e cogliete l’opportunità per diventare un vero bibliofilo!

SIAMO TUTTI A CASA. COME NON SPRECARE IL CIBO!

SIAMO TUTTI A CASA. COME NON SPRECARE IL CIBO!

NON SPRECATE IL CIBO!
Dobbiamo trascorrere molto tempo in casa. Che l’emergenza Coronavirus sia l’occasione per imparare a conservare meglio gli alimenti che acquistiamo. Un cittadino italiano butta in media, ogni anno, 76 Kg di cibo perfettamente consumabile.

1.PROGRAMMA I TUOI PASTI.
Scrivi il programma dei tuoi pasti del giorno, la sera prima, e rispettalo! Controlla cos’hai in cucina, prima di tutto in frigorifero. Controlla bene le date di scadenza. Esci per fare la spesa solo se strettamente necessario.

2.SCEGLI LE PICCOLE PORZIONI.
Se proprio si ha una fame da lupi, meglio concedersi un bis. Troppe volte non consumiamo tutto il cibo che abbiamo nel piatto.

3.NON SPRECARE IL PANE RAFFERMO.
Non esiste cibo più facile da riutilizzare. Il pane raffermo è un ingrediente presente in decine di ricette che spaziano dagli antipasti ai dolci. Tutte facili da preparare.

4.NUOVA VITA AGLI AVANZI.
Zuppe, stufati, risotti sono tutti modi fantastici per consumare avanzi di verdure, di carne o legumi, come anche le frittate (avanzi di verdura) o polpette. Le estremità di molti vegetali possono essere conservate e riutilizzate poi nelle zuppe. Gli avanzi dei formaggi possono essere usati per le torte salate. La frutta e le verdure più mature possono essere impiegate in frullati o centrifugati.

5.OCCHIO ALLA DATA DI SCADENZA.
Comprendere bene il significato di ‘consumarsi preferibilmente entro il’.  Se conservati correttamente i prodotti freschi possono durare più a lungo di quanto si pensi. La data sull’etichetta è semplicemente una guida all’utilizzo, fidarsi della propria vista e del proprio olfatto prima di buttare via del cibo.

6.CONSERVARE IN MANIERA INTELLIGENTE.
Il cibo può aumentare la sua durata per giorni, settimane e persino mesi. Non tutta la frutta e la verdura però può essere conservata in frigorifero, ad esempio, pomodori, patate, aglio, avocado, banane. Anche il caffè va conservato a temperatura ambiente.

7.NEL CASSETTO, DIVIDERE FRUTTA E VERDURA.
I frigoriferi hanno uno o due cassetti progettati per mantenere l’umidità e per aiutare a tenere frutta e vegetali ad una temperatura di conservazione più adatta. Tenere frutta in un cassetto e vegetali su un ripiano a parte.

 

 

 

 

XMAS RUN: donazione alla Fondazione Bambini e Autismo

XMAS RUN: donazione alla Fondazione Bambini e Autismo

Il 30 dicembre, presso il Fidenza Shopping Park, alla presenza della dr.ssa Paola Mattioli, responsabile della Fondazione Bambini e Autismo Onlus di Fidenza, è stato consegnato un assegno di 1300 euro da parte degli organizzatori della XMAS Run, la corsa sportiva non competitiva a scopo benefico che si è svolta lo scorso 15 dicembre.
La donazione servirà alla onlus, operante dal 2003 in convenzione con l’Ausl e che attualmente segue 28 bambini e le loro famiglie, per il prossimo cambio di sede in centro a Fidenza, in particolare per il rinnovo di arredi e attrezzature. Gli organizzatori della XMAS Run, il team della Parma Marathon e il direttore del Parco Commerciale Alberto Lapioli, hanno ringraziato gli oltre 200 runner paganti che si sono iscritti all’evento sportivo ricordando che i bambini fino a sei hanno partecipato gratuitamente.
La XMAS Run del Fidenza Shopping Park, che si è sviluppata lungo un percorso a tema natalizio e con una serie di sorprese tra cui la presenza di un Babbo Natale che si è intrattenuto con i bambini per i consueti selfie degli auguri, ha visto la partecipazione di tanti giovani e famiglie che, nonostante il freddo a meno due gradi, hanno voluto con la loro calda energia mandare un messaggio di incoraggiamento a chi si prende cura dei ragazzi con qualche difficoltà. A tutti coloro che si spendono per il bene della comunità, e dei ragazzi in particolare, gli organizzatori oltre alla loro concreta solidarietà hanno inviato un sincero augurio per il Nuovo Anno.