SIAMO TUTTI A CASA. PREPARIAMO UN CENTRIFUGATO!

SIAMO TUTTI A CASA. PREPARIAMO UN CENTRIFUGATO!

Volete fare un pieno di vitamine e sali minerali? Ecco i centrifugati più buoni!

Carote, finocchio e sedano.
3 carote, 1 finocchio (solo il cuore), 1 gambo di sedano bianco e del succo filtrato di limone. Raschiate le carote con il coltello, lavatele, asciugatele, ponetele nella centrifuga a pezzi e spremetene il succo. Otterrete circa ½ bicchiere. Centrifugate anche il finocchio e il sedano, avrete circa 4 cucchiaiate di succo. Versate i succhi ricavati in un bicchiere uniti al limone.

Peperone e pomodoro.
1 grossa falda di peperone giallo o verde, a piacere. 150 grammi di pomodori maturi, qualche foglia di basilico. Tagliate a pezzi i pomodori privandoli dei semi. Eliminate dalla falda di peperone le costole bianche e i semi, e tagliatela a tocchetti. Ponete pomodori e peperoni nella centrifuga, unite con qualche foglia di basilico.

Cetriolo e carota.
1 cetriolo, 2 carote, qualche foglia di prezzemolo, del succo filtrato di limone. Lavate il cetriolo, tagliatelo a pezzi e ponetelo nella centrifuga. Aggiungete le carote tagliate a pezzi e le foglie di prezzemolo. Centrifugate raccogliendo il succo in un bicchiere insieme a quello del limone filtrato.

Zucchine, menta e basilico.
4 zucchine, 1 rametto di menta fresca, 1 rametto di basilico e succo filtrato di limone. Lavate le zucchine, non pelatele e ponetele nella centrifuga insieme alle foglie di menta e basilico. Centrifugate raccogliendo il succo in un bicchiere, unite quello del limone precedentemente filtrato. Mescolate con un cucchiaio e servite al naturale, magari aggiungendo un po’ d’acqua. Volendo, potete sostituire il succo di limone con 1 cucchiaiata di aceto di mele.

SIAMO TUTTI A CASA. POCHE REGOLE PER UNA BIBLIOTECA PERSONALE!

SIAMO TUTTI A CASA. POCHE REGOLE PER UNA BIBLIOTECA PERSONALE!

I LIBRI SONO LA NOSTRA STORIA PERSONALE.
Chi legge libri, d’occasione o con assiduità, fissato in un genere oppure onnivoro, ha esperienza di un mondo vasto per geografia, cultura, abitudini, temperamenti.

Non sarà così meritevole come fondare biblioteche pubbliche, ma anche una piccola biblioteca privata rappresenta, specie in questi giorni, un granaio di riserva contro l’inverno dello spirito in cui è forse anche più facile sprofondare. Vi suggeriamo poche regole per una biblioteca personale in cui rinfrancare lo spirito.

1.PICCOLA MA NON BANALE.
Le dimensioni non contano (parliamo sempre di libri); un delizioso ripiano con una dieci volumi scelti con gusto tra i classici è inattaccabile. Non dimenticate l’ironia, Truman Capote amava Colette.
Personalità.
Avete comprato un Maugham a Singapore, un Hemingway a Key West, una Achmatova a Mosca, conservando all’interno un timbro della libreria? Evidenziarlo vi permetterà di rendere unici i vostri volumi e costituiranno una piccola invidiabile “geografia” del mondo letterario.

2.ORIGINALITA’.
Di alcuni autori, che avete letto la prima volta tradotti (e che male c’è?), comprate il testo originale. Si faranno compagnia. Di alcuni testi originali, invece, collezionate più traduzioni magari di specialisti, germanisti per La montagna incantata, o da scrittori affermati, come il Sentimental Journey tradotto da Foscolo.

3.ACCESSIBILITA’.
I libri si leggono – e si rileggono – anche solo sfogliandoli. Non mettete tra voi e la biblioteca una barriera architettonica: piante, tavolini, poltrone o peggio un ripiano altissimo o un angolo poco frequentato della casa. Più i libri sono a portata di mano più sono inspiring.

4.MELTING POP.
Le edizioni economiche vanno alternate a quelle di pregio. I generi vanno praticati tutti anche se alcuni, lontani dal vostro gusto, con più moderazione. Lo snobismo dei libri è molto inclusivo.

5.APPARTENENZA.
Dimostrate nei confronti dei vostri libri un’elegante ma ferma gelosia. Non impeditegli di uscire di casa e soprattutto non fate domande quando tornano, ma non cedeteli mai perché sarete sicuramente tentati di ricomprarli. Né traditeli con lo smartphone quando li avete davanti.

6.INSOSTITUIBILITA’
Quando viaggiate, lei (la biblioteca s’intende), non può venire con voi. Categorico. Il kindle è comodo in viaggio e in vacanza ma sfogliare il libro resta un piacere impagabile. Ma l’unico vostro vero riferimento, la specialissima biografia individuale, resta la vostra biblioteca personale. Il libro che avete letto al liceo, la poesia che vi ha recitato il primo amore, il libro sul treno mentre andavate all’università, quello letto mentre tornavate a casa dal lavoro. Quello che vi ha citato il vostro capo. Quello che vi ha consigliato vostra moglie. Quello che tutti gli amici vi hanno raccontato. Quello scoperto per caso e che ci ha appassionato. Più nostro di ogni consiglio o richiesta. Una scelta libera nel nostro percorso di lettore. Con la nostra voce.

7.UMILTA’.
Amate le bancarelle dei libri usati e le biblioteche pubbliche, sono le vostre, umili e discrete, insegnanti di ripetizione. Dove trovare oggi L’ombra delle colline di Giovanni Arpino con prefazione di Lorenzo Mondo?

8.CIRCOSPEZIONE.
Sappiate che c’è gente cattiva in giro. Persone che quando entrano in casa vostra si faranno un’idea indelebile di voi guardando i titoli della vostra libreria. Hanno ragione. Siete quello che leggete.

9.COERENZA.
Proprio per evitare passi falsi i libri vanno organizzati. Come? Per autore o per titolo? Per temi o per data di pubblicazione? Secondo i paesi di provenienza, o i luoghi dove nacquero i loro autori, simulando una grande geografia del sentimento del mondo come suggerisce Eco ne Il nome della rosa? A seconda della lingua? Per collane? Per soggetti o argomenti o generi (poesia, letteratura, saggistica, fumetto, spiritualità, etc.)? Scegliete il criterio che preferite ma non mescolateli, dareste un’immagine confusa e contradditoria di voi.

10.LAST BUT NOT LEAST
Approfittate di queste giornate per sistemare la vostra libreria personale secondo l’ordine che preferite e cogliete l’opportunità per diventare un vero bibliofilo!

SIAMO TUTTI A CASA. COME NON SPRECARE IL CIBO!

SIAMO TUTTI A CASA. COME NON SPRECARE IL CIBO!

NON SPRECATE IL CIBO!
Dobbiamo trascorrere molto tempo in casa. Che l’emergenza Coronavirus sia l’occasione per imparare a conservare meglio gli alimenti che acquistiamo. Un cittadino italiano butta in media, ogni anno, 76 Kg di cibo perfettamente consumabile.

1.PROGRAMMA I TUOI PASTI.
Scrivi il programma dei tuoi pasti del giorno, la sera prima, e rispettalo! Controlla cos’hai in cucina, prima di tutto in frigorifero. Controlla bene le date di scadenza. Esci per fare la spesa solo se strettamente necessario.

2.SCEGLI LE PICCOLE PORZIONI.
Se proprio si ha una fame da lupi, meglio concedersi un bis. Troppe volte non consumiamo tutto il cibo che abbiamo nel piatto.

3.NON SPRECARE IL PANE RAFFERMO.
Non esiste cibo più facile da riutilizzare. Il pane raffermo è un ingrediente presente in decine di ricette che spaziano dagli antipasti ai dolci. Tutte facili da preparare.

4.NUOVA VITA AGLI AVANZI.
Zuppe, stufati, risotti sono tutti modi fantastici per consumare avanzi di verdure, di carne o legumi, come anche le frittate (avanzi di verdura) o polpette. Le estremità di molti vegetali possono essere conservate e riutilizzate poi nelle zuppe. Gli avanzi dei formaggi possono essere usati per le torte salate. La frutta e le verdure più mature possono essere impiegate in frullati o centrifugati.

5.OCCHIO ALLA DATA DI SCADENZA.
Comprendere bene il significato di ‘consumarsi preferibilmente entro il’.  Se conservati correttamente i prodotti freschi possono durare più a lungo di quanto si pensi. La data sull’etichetta è semplicemente una guida all’utilizzo, fidarsi della propria vista e del proprio olfatto prima di buttare via del cibo.

6.CONSERVARE IN MANIERA INTELLIGENTE.
Il cibo può aumentare la sua durata per giorni, settimane e persino mesi. Non tutta la frutta e la verdura però può essere conservata in frigorifero, ad esempio, pomodori, patate, aglio, avocado, banane. Anche il caffè va conservato a temperatura ambiente.

7.NEL CASSETTO, DIVIDERE FRUTTA E VERDURA.
I frigoriferi hanno uno o due cassetti progettati per mantenere l’umidità e per aiutare a tenere frutta e vegetali ad una temperatura di conservazione più adatta. Tenere frutta in un cassetto e vegetali su un ripiano a parte.

 

 

 

 

XMAS RUN: donazione alla Fondazione Bambini e Autismo

XMAS RUN: donazione alla Fondazione Bambini e Autismo

Il 30 dicembre, presso il Fidenza Shopping Park, alla presenza della dr.ssa Paola Mattioli, responsabile della Fondazione Bambini e Autismo Onlus di Fidenza, è stato consegnato un assegno di 1300 euro da parte degli organizzatori della XMAS Run, la corsa sportiva non competitiva a scopo benefico che si è svolta lo scorso 15 dicembre.
La donazione servirà alla onlus, operante dal 2003 in convenzione con l’Ausl e che attualmente segue 28 bambini e le loro famiglie, per il prossimo cambio di sede in centro a Fidenza, in particolare per il rinnovo di arredi e attrezzature. Gli organizzatori della XMAS Run, il team della Parma Marathon e il direttore del Parco Commerciale Alberto Lapioli, hanno ringraziato gli oltre 200 runner paganti che si sono iscritti all’evento sportivo ricordando che i bambini fino a sei hanno partecipato gratuitamente.
La XMAS Run del Fidenza Shopping Park, che si è sviluppata lungo un percorso a tema natalizio e con una serie di sorprese tra cui la presenza di un Babbo Natale che si è intrattenuto con i bambini per i consueti selfie degli auguri, ha visto la partecipazione di tanti giovani e famiglie che, nonostante il freddo a meno due gradi, hanno voluto con la loro calda energia mandare un messaggio di incoraggiamento a chi si prende cura dei ragazzi con qualche difficoltà. A tutti coloro che si spendono per il bene della comunità, e dei ragazzi in particolare, gli organizzatori oltre alla loro concreta solidarietà hanno inviato un sincero augurio per il Nuovo Anno.

A VOLTE NOVE VITE NON BASTANO NEANCHE AI GATTI

A VOLTE NOVE VITE NON BASTANO NEANCHE AI GATTI

Sabato 21 settembre torna al Fidenza Shopping Park la sfilata felina, una vera cat walk con gatti di casa così belli e affascinanti da catalizzare l’attenzione dei clienti del parco commerciale.
Accanto a tante curiosità sui comportamenti di ogni razza, sugli aneddoti, sulle analogie tra quello che viene raccontato e che succede anche a noi, ci sono alcuni temi che durante questo evento non possiamo affrontare e che invece sono spesso oggetto di richiesta di informazioni specie presso i gattili. In particolare molti si chiedono qual è il giusto comportamento da adottare quando ci si trova per caso davanti a un gatto randagio incidentato.
Una prima cosa da tenere presente è che, a seguito dell’evoluzione recente delle normative, non si può far finta di niente perché si rischia di essere accusati di omesso soccorso. Bisogna quindi fermarsi e prestare aiuto. Poi bisogna allertare i carabinieri o i vigili perché a loro volta avvertano le strutture come i gattili. In questo prima passaggio, in alcune realtà, può succedere che le forze dell’ordine per i più svariati motivi, mancanza di personale oppure impegnato in operazioni in corso, non possano chiamare il gattile. In questo caso non si può comunque abbandonare il gatto ma occorre portarlo dal veterinario. Il problema che tutti pongono è: chi deve pagare le cure? La cosa può cambiare da Regione a Regione. Ad esempio in Emilia Romagna è stato istituito un fondo apposito e le cure vengono saldate dall’ASL. Mentre in Veneto o in Lombardia non è così.
È dunque buona norma avvertire il veterinario e magari sentire direttamente il gattile cercando di avere indicazioni e, in ogni caso, far presente al professionista di valutare cosa fare tenendo conto della situazione. Se, invece, il micio fosse dotato di microchip, il padrone una volta rintracciato anche tramite l’ASL si dovrà fare carico dei costi delle cure prestate.
Le iniziative come la sfilata felina cercano anche di sensibilizzare alla donazione verso i gattili perché possano disporre di un fondo per far fronte alle emergenze e favorire comportamenti responsabili e contro l’indifferenza in casi così tragici.
Perciò vi aspettiamo col vostro gatto se ce l’avete oppure per vedere splendidi mici introdotti dalla verve della Strana Coppia di Radio Bruno e dalla giornalista Clarissa Martinelli esperta di gatti e vera gattara doc!

MARATONA, UNA CORSA NELLA LEGGENDA.

MARATONA, UNA CORSA NELLA LEGGENDA.

L’eroe, la fatica, il coraggio, il sacrificio e infine la gloria. La Maratona racconta tutte queste cose e non importa che la leggenda sia vera, o verosimile, ciò che conta e quel sapore di eternità che attraversa i secoli e arriva fino a noi. Correre la maratona non è solo partecipare a una corsa di resistenza ma dove c’è la maratona c’è un principio di comunità. È così fin dalle origini quando l’imponente esercito persiano minaccia la città di Atene che affida le sue speranze alle gambe di Filippide mandato a chiedere aiuto a Sparta. Filippide torna con una promessa, ma senza un aiuto concreto, intanto Atene da sola sconfiggerà il nemico. Tra avanti e indietro Filippide in pochi giorni coprirà un percorso di 500 km. “L’uomo che può correre per un giorno intero” chiuderà la sua vita, stremato dalla fatica, dopo avere percorso l’ultimo tratto, da Maratona ad Atene, per annunciare la vittoria. Quell’“abbiamo vinto” è l’affermazione orgogliosa di una comunità che unita ha sconfitto un nemico soverchiante.

Questo senso di comunità attraversa anche la maratona moderna. Dalla corsa dello sfortunato Dorando Pietri, povero di mezzi ma non privo di un grande sogno, che la sua città, Carpi, celebra come un esempio di riscatto collettivo, fino agli eroi più recenti come Gelindo Bordin o Stefano Baldini. Cambiano gli anni ma la maratona è sempre quella storia lì: due braccia che sfiorano il cielo dopo un tragitto di “lacrime, sangue e sudore” e dietro all’atleta un Paese entra nel mito.

42,195 km che vivono anche oltre l’olimpiade, nelle principali città del mondo, New York, Chicago, Tokio, Parigi, Berlino, Londra, ma anche in tante città italiane, Milano, Firenze, Venezia come anche Verona, Rimini o Parma. Un vero successo coronato dal dato considerevole dei partecipanti, 37.874 quelli che hanno portato a termine almeno una maratona nel 2018 ma gli iscritti sono molti di più. In questo contesto, la Verdi Marathon che domenica 24 febbraio porterà per la 22ma volta la Maratona nelle terre verdiane mantiene fede a tutte le premesse: un forte senso corale, sancito dal canto del Nabucco, l’opera verdiana cui quest’anno è dedicata; un chiaro riferimento ai luoghi che in Verdi trovano un trait d’union e un sano spirito battagliero che vuole fare di questa competizione una delle grandi maratone d’Italia. Sponsor dell’evento sarà, tra gli altri, anche il Fidenza Shopping Park che premierà i primi tre arrivati di ognuna delle quattro corse competitive in programma. E come la maratona prende il nome dalla pianta di finocchio selvatico che cresceva nella piana greca, così la maratona parmense conserva il legame col territorio attraverso i luoghi che hanno fatto da sfondo alla vita del grande Maestro Giuseppe Verdi.
In attesa di goderci lo spettacolo un sincero in bocca al lupo a tutti i runner!