Dai un tocco di novità al tuo guardaroba: fino al 20 luglio 2020 puoi trovare il -33%* di sconto sul secondo prodotto meno caro.

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Slow travel city trip. Visitare i luoghi con lentezza, in bicicletta o a piedi.

Slow travel city trip. Visitare i luoghi con lentezza, in bicicletta o a piedi.

“In un’epoca di accelerazione, niente può essere più esaltante di rallentare.
In un’epoca di distrazioni il vero lusso è prestare attenzione.”
Pico Lyer, scrittore inglese, autore de L’arte dell’immobilità.

All’estero lo chiamano “il gusto della bella vita” e per tutti rappresenta il modo di vivere dell’Italia. D’altra parte il “vivere slow” è partito dal nostro Paese e lentamente, ma con sicurezza, si è affermato in tutto il mondo. Slow Food per Carlo Petrini, Praise of Slow (Lode alla lentezza) per il giornalista scozzese-canadese Carl Honoré, a completare la mappa arriva lo “slow travel” della giornalista olandese Caroline Buijs, un tassello quanto mai opportuno al tempo dei viaggi del post Coronavirus.

Caroline Buijs ha fissato le regole dello ‘Slow travel’: basta con la lista infinita di cose da vedere assolutamente, serve un nuovo approccio. Rigorosamente in sella alla bicicletta o a piedi, scegliere sì una meta, un museo ad esempio, oppure un monumento, un negozio, ma essere sempre pronti ad interrompere il percorso colpiti dal dettaglio di un palazzo o incuriositi dall’insegna di un bar. Occorre lasciarsi distrarre o attrarre dalla bellezza nascosta del luogo in cui ci troviamo. Scambiare due chiacchiere con chi possa raccontarci la storia di quel luogo, tornare a casa con un ricordo preciso e unico, che potremo poi raccontare una volta rientrati. Un’esperienza completamente nuova se confrontata, ad esempio, con la classica visita al museo fatta di corsa, osservando dipinti e sculture di cui non ricorderemo nulla una volta usciti. Punto fermo dello “slow travel” è certamente la scoperta del quartiere nel quale si trova il proprio alloggio, approfittando di qualche momento di libertà per una passeggiata attorno al proprio hotel, ostello o B&B, fermarsi per un pausa caffè e osservare i volti delle persone che in quel quartiere vivono o lavorano, visitare il negozio che ci ha colpito dove comprare qualche regalo “non-convenzionale” per amici, parenti o per una persona speciale. Una volta in aeroporto o seduto sul treno col biglietto di ritorno fra le mani, se ripensando ai giorni appena trascorsi, si avrà la sensazione di aver scoperto un mondo nuovo, finora sconosciuto, avremo la certezza che lo ‘slow travel’ è stata una scelta azzeccata.

Noi a Fidenza siamo dei privilegiati, siamo infatti una delle Terre della via Francigena, uno dei percorsi europei più antichi, l’ideale per chi vuole vivere appieno l’esperienza dello ‘Slow travel’. Allo Shopping Park abbiamo tutto quello che ti serve per organizzarti nel migliore dei modi: abbigliamento tecnico ed attrezzatura da DECATHLON, con esperti pronti a dare suggerimenti utili anche ai meno preparati e poi per documentare i nostri viaggi è fondamentale avere con sé un’action camera di ultima generazione che potete facilmente trovare da COMET. Infine, se durante il viaggio sarete in compagnia del vostro fedele amico a 4 zampe, è obbligatorio un passaggio da MAXI ZOO. Goditi la meravigliosa esperienza dello “slow travel” e non dimenticare di inviarci qualche foto, le più belle le pubblicheremo sui nostri social!

Garden-sharing, condividere il proprio giardino con gli altri. Una splendida opportunità.

Garden-sharing, condividere il proprio giardino con gli altri. Una splendida opportunità.

“Lend and tend”, arriva dall’Inghilterra l’ultima tendenza green.

Cos’è il garden-sharing? L’idea è semplice, ci sono persone che vorrebbero un giardino di cui prendersi cura ma non ce l’hanno, altre che ne hanno uno, ma manca il tempo o la voglia di occuparsene. Per rispondere a queste due esigenze, l’inglese Joyce Veheary ha creato una piattaforma on-line, www.lendandtend.com, che funziona in questo modo: ci si iscrive al sito, si compila un questionario e ci si presenta, sia che uno cerchi un giardino, sia che uno lo voglia prestare. In poco tempo Joyce o i suoi collaboratori mettono in contatto le persone che cercano un giardino con chi lo vuole affidare temporaneamente alle cure di qualcuno. Il successo in Inghilterra è stato immediato, qualche “connessione” è nata anche in Australia e negli Stati Uniti.
Il garden-sharing non tocca solo la vita dei singoli ma ha un impatto anche sulla vita di comunità, si possono costruire rapporti fra le varie generazioni, condividere conoscenze e far nascere nuove amicizie. Per alcuni anziani significa superare la solitudine, ripartire costruendo nuove relazioni. Ci si può sentire più coinvolti nella vita del quartiere, diventare dei vicini ancora migliori, potenzialmente ne guadagna anche la sicurezza delle nostre città. Conoscere nuove persone, magari quelle che consideravamo troppo diverse e distanti da noi. Trascorrere del tempo in giardino, all’aria aperta dimenticando il traffico e lo stress della nostra quotidianità non può che essere un ottimo motivo per vivere con entusiasmo l’esperienza del garden-sharing.

I benefici del giardinaggio sono davvero tanti, essere in uno spazio verde migliora il nostro umore, alcuni gesti come seminare o estirpare le erbacce aiutano la meditazione, rilassano, fanno bene all’anima. Osservare la natura, vedere le piante crescere ci rende più sereni, ci spinge ad apprezzare le piccole cose.
Quello che ci insegna Joyce è che la stessa esperienza positiva la possiamo vivere anche se ad occuparsi del nostro giardino è un’altra persona, come se le mani sporche di terra fossero le nostre.